domenica 31 gennaio 2010

Croci, crocifissi e farisei

Più di un milione e mezzo di disoccupati; persone che avevano a fatica iniziato a costruirsi una vita e a formare una famiglia, vedono vanificati tanti sacrifici. Ed ancora, quanti giovani passando da un contrattino a termine all’altro non trovano nemmeno il coraggio di formarla una famiglia? E quanti, dopo un titolo di studio ottenuto con il sacrificio economico dei genitori, continuano a collezionare corsi di formazione professionale o diplomi post laurea in attesa di trovare un lavoro qualsiasi? Quante tragedie piccole e grandi in questo mondo che mercifica tutto, le cose, la natura, la vita, l’amore, le persone! Quante croci addosso a questa umanità che guarda al futuro con turbamento ed apprensione! E quanti poveracci inchiodati a queste croci, quanti buchi nelle vene di siringhe che uccidono come chiodi sulla croce; e quel miliardo di uomini, donne e bambini crocifissi dalla fame e dall’odio. E quei bambini strappati alle strade violente di Rio e deportati in Italia, derubati del loro corpo e della loro anima, per il godimento del riccone o del potente di turno. Quegli immigrati che scappano dalla miseria e muoiono inghiottiti dal mare o dall’indifferenza. Quei bambini africani che muoiono senza avere neanche un nome da scrivere sulla loro croce perché mai iscritti all’anagrafe. E molto lunga sarebbe ancora questa lista. Non c’è bisogno di essere cristiani per capire cos' è la croce, chi sono i crocifissi e chi li ha inchiodati a quelle croci. Quel povero uomo di Nazareth di 2000 anni fa, che lo consideriate o meno figlio di Dio non importa, ad inchiodarlo furono i farisei, “sepolcri imbiancati, lindi e puliti all’esterno e dentro pieni di ossa e di ogni putredine”, ed oggi sono sempre loro, sotto le spoglie di odierni paladini della cristianità di cui è piena la nostra politica, gli stessi che organizzano festini orgiastici, o istigano all’odio verso i poveracci e gli immigrati, quelli dei respingimenti e delle guerre contro i lavavetri e gli zingari. Quelli che vedono solo il denaro, quello proprio, in nome del quale tutto è in vendita, anche la vita della gente, anche se i danari sono solo 30. Ma non sono soli; a loro si affiancano come allora i dottori della legge, che accecati dai loro formalismi non sanno più vedere questa foresta di crocifissi in carne ed ossa che sanguinano sangue vero.
Allora l’utopia di oggi può essere una sola. Sogno che nelle aule dove si educano i ragazzi, dove si prepara la società del futuro, siano presenti nelle parole di chi insegna questi crocifissi in carne ed ossa; e che siano presenti anche nei luoghi pubblici, soprattutto quelli della politica, dove si può decidere se togliere o aggiungere un chiodo a queste croci vere. Allora non avrà nessuna importanza la presenza o meno di un crocifisso di legno o metallo, impolverato, su un muro. Alla prossima utopia.

Tratto dal blog "Ecquo"

venerdì 29 gennaio 2010

Pace fratello

Sempre più dolci e cristiane le parole dei più alti esponenti del mondo cattolico italiano. Uno degli ultimi (e neanche tanto famosi) interventi è quello del monsignor Giacomo Babini, vescovo emerito di Grosseto che ha rilasciato un'intervista sconvolgente al sito Pontifex.Roma. Parole davvero shoccanti degne più di una discussione da bar, più che da un'intervista ad un prelato di alto livello. Bibbia e il tanto sbandierato crocifisso come simbolo di pace, sembrano non avere importanza in questi casi e acquistano sempre più un ruolo di passepartout per potersi permettere di insultare qualsiasi istituzione, filosofia o gruppo sociale che non segua la dottrina socialmente imposta dal vaticano.
Si riportano di seguito alcuni degli stralci più significativi dell'intervista al vescovo, dalle quali parole (da buon cristiano) traspare il suo paradossale accanimento contro omosessuali, ebrei e musulmani, con tanto di subdoli riferimenti alla politica nazionale.
Incominciamo con gli omosessuali: " Mi fa ribrezzo parlare di queste cose e trovo la pratica omosessuale un peccato gravissimo e aberrante, come la legge sulla omofobia che di fatto incoraggia questo vizio contro natura. I Vescovi e i pastori devono parlare chiaro, guai al padre che non corregge suo figlio. Penso che dare le case agli omosessuali, come avvenuto a Venezia, sia uno scandalo e colui che apertamente rivendica questa sua condizione dà un cattivo esempio [...] all'omosessuale praticante e conclamato, il ministro abbia il coraggio di tirare avanti e non amministrargli la comunione. Ad uno come Vendola io non amministrerei mai".
Altre minacce sono rivolte a quelli che si sposano in comune: "sappiano che opera la scomunica latae sententiae: si mettono fuori da soli dalla chiesa."
A pochi giorni dalla giornata della memoria, con tutto quello che hanno passato e continuano a subire, non risparmia neanche gli ebrei: "Non sono più i nostri fratelli maggiori da quando hanno abbandonato Cristo al suo arrivo. Loro sono contro la storia e dal Nuovo Testamento in poi hanno scelto di non essere nostri fratelli".
Poi la ciliegina coi musulmani: "Distinguere fra Islam moderato e estremo non ha senso. [...] Nazioni islamiche ricche non hanno mandato neppure un soldo ad Haiti. Bisogna svegliarsi dal letargo e difendersi dall ' Islam, prima di essere colonizzati". Insomma un bel coktail di omofobia e xenofobia sicuramente non lodevole per un pastore di questo livello, ascoltato ogni giorno da migliaia di...pecore che potrebbero prendere sul serio le sue parole.
Ben più onorevole e pacata è stata la risposta di Alessandro Iberi, (presidente arcigay Grosseto) agli attacchi aberranti del vescovo: "E' chiaro che per la Chiesa, l'omosessualità è ancora vista come una malattia, ma l'unica vera malattia che deve essere assolutamente guarita è l'omofobia della Chiesa stessa".
Quel simbolo di "pace e fratellanza" che per questi cattolici rappresenta il crocifisso, neanche da appeso al collo sembra dar loro una minima influenza.

giovedì 28 gennaio 2010

I Muri del Pianto

Trascorso oramai da alcuni mesi l'anniversario del muro di Berlino che è stato abbattuto nel 9 novembre del 1989, dobbiamo ricordare anche gli altri muri del "pianto" che ancora oggi esistono nel mondo. . . . Buona Visione !!!

video

martedì 26 gennaio 2010

Licenziato perché laico

“O date ragione a me e rimuovete i crocifissi da tutte le aule di giustizia italiane, oppure non potete far altro che cacciarmi dalla magistratura”. Così sia.
Rimosso dall’ ordine giudiziario. La sezione disciplinare del Csm ha deciso il più pesante dei provvedimenti per Luigi Tosti, il giudice di Camerino che in nome della laicità dello Stato, si è rifiutato di tenere udienze nelle aule in cui è esposto il crocifisso. L’ organo di autogoverno delle toghe ha usato la mano pesante nei confronti del magistrato che, poco meno di un anno fa, aveva ottenuto in Cassazione, in sede penale, un risultato importante nella sua battaglia. I supremi giudici avevano annullato senza rinvio la condanna a sette mesi di reclusione per interruzione di pubblico servizio e di omissione di atti di ufficio perché per lo stesso motivo non aveva svolto le udienze dal maggio 2005 al gennaio 2006 (15 in tutto). La Procura inizialmente mise a disposizione del giudice un 'aula senza crocefisso, ma Tosti si rifiutò ugualmente di esercitare la sua carica fino a quando tutti i Tribunali italiani non fossero stati liberi dalle croci. Poiché ciò sarebbe impensabile nella cattolicissima Italia, il giudice ufficialmente fu rimosso per violazione dei " doveri istituzionali e professionali di diligenza e di laboriosità, con grave e reiterata inosservanza delle disposizioni relative alla prestazione del servizio giudiziario". Con la scusa della sua protesta, l'hanno fatto fuori: giustizia fatta. Impensabile un tribunale senza cristo, come un'officina d'auto senza i calendari Pirelli. Scherzi a parte, ancora una volta il crocefisso esce dal suo posto e si inchioda sempre più negli spazi pubblici, i quali (per quanto sancito dalla costituzione) dovrebbero essere liberi da riferimenti religiosi di qualsiasi tipo, essendo l'Italia uno stato (pseudo) democratico e libero (almeno sulla Carta). Non basta la Costituzione, non basta la sentenza del tribunale europeo che sancisce la necessità di togliere i crocefissi dalle scuole italiane. Proprio stamattina, il sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta, ha fatto sapere che è pronto il ricorso alla sentenza di Strasburgo e già il cardinal Bagnasco ha espresso apprezzamento per l'iniziativa che mira ad abbattere "una sentenza contro la gente". Non bastavano gli interventi vergognosi di personaggi cattolicissimi come Castelli che propose di porre il crocefisso nella bandiera italiana, o il ministro La Russa con le sue cattolicissime parole "possono morire, ma il crocifisso non lo togliamo dalle scuole". Lo sbandierano come un simbolo di pace, di un ideale, di una tradizione. Giustificano la sua presenza ovunque come monito continuo di benevolenza e giustizia. Eppure lo difendono con arroganza e violenza...farebbero qualsiasi cosa pur di vedere appeso quel simbolo di "pace". De André, nella sua canzone Il testamento di Tito scriveva "Lo sanno a memoria il diritto divino, ma scordano sempre il perdono", come per dire che l'abito non fa il monaco e spesso le credenze religiose perdono il loro significato profondo per diventare davvero solo simboli con chiari e marcati lineamenti politici.
Niente da fare. Il crocifisso rimane in tutte le aule, sia giudiziarie che scolastiche, negli ospedali, alle poste, dal meccanico. Addirittura in edicola è uscita una collezione di "crocefissi d'autore". Finché vende, si cavalca l'onda. Proporrei di fare semafori a croce, col volto del diavolo che appare quando scatta il rosso.
Quale altra nazione (non dico europea ma del mondo intero), licenzierebbe un giudice per le sue posizioni troppo laiche?

Tempi stretti e processi brevi

Per due giorni abbiamo atteso smentite alle indiscrezioni pubblicate l’altroieri dal Pompiere della Sera sul presunto "patto Berlusconi-Fini": il "processo breve" approvato al Senato verrà congelato alla Camera fino al 25 febbraio, quando è prevista la sentenza della Cassazione su David Mills. Se la Cassazione annullerà la condanna a Mills per essere stato corrotto da Berlusconi, il processo a Berlusconi per avere corrotto Mills sarà virtualmente morto e dunque non sarà più necessario ammazzarlo per legge. Così la legge si inabisserà a Montecitorio e lì riposerà in pace per sempre, mentre a bloccare gli altri processi al premier provvederà l’immunità per le alte cariche (lodo Alfano costituzionale turbodiesel a trazione integrale) o per tutto il Parlamento (lodo Chiaromonte-Violante, dal nome degli astuti piddini che si danno un gran daffare per regalare l’impunità a B.).
Se invece la Cassazione dovesse condannare definitivamente Mills, segnando così il destino di B., il processo breve sarà approvato a tappe forzate, devastando definitivamente quel che resta della Giustizia. Né Berlusconi né Fini hanno smentito questa ricostruzione, anzi ieri Angelino Jolie (Angelino Alfano, ministro della Giustizia ndr) l’ha indirettamente confermata: fino a qualche ora prima giurava sull’irrinunciabilità del processo breve ("ce lo chiede l’Europa", "danneggerebbe appena l’1% dei processi"); ora ripete tutto giulivo, nella certezza di non poter perdere la reputazione essendosela già giocata da tempo, che "il processo breve non è il Vangelo".
Se dunque le cose stanno così, siamo di fronte a un plateale ricatto del governo alla Cassazione: o salva Berlusconi dal suo processo, o non si salva più nessun processo...

Leggi il resto dell'articolo "Tu chiamale se vuoi, estorsioni" di Marco Travaglio.

lunedì 25 gennaio 2010

Idee rinnovabili

Dopo il flop dell'incontro di Copenhagen sul clima, l' Europa non si arrende e 10 paesi fra i più avanzati sul piano energetico (Germania, Inghilterra, Francia, Belgio, Danimarca, Irlanda, Olanda, Svezia, Lussemburgo e Norvegia) si stanno organizzando per creare una rete di distribuzione d'energia (come già avevamo scritto nel post "L'Energia rinnovabile non parla italiano"), ricavata solo da fonti rinnovabili. L' energia prodotta da vento, sole, acqua, biomasse e geotermia; verrà convoiata in viadotti nuovi e messa a disposizione dei suddetti paesi, evitando anche che questa si "mescoli" con quella derivata da prodotti fossili. Si sa che l'interesse verso una economia più sostenibile, è molto più forte nei paesi sviluppati d'europa e per esempio la Svezia si è posta l'obbiettivo entro il 2030 (fra soli 20 anni...) di arrivare ad utilizzare solo energia rinnovabile. La Germania ha già superato i 25 000 Mw di eolico (equivalente a un quinto del petrolio consumato in un anno in Italia) e possiede 4 000 Mw di energia solare, rispetto ai 900 Mw dell'Italia (nosostante che un pannello posto in Sicilia, produca il doppio rispetto allo stesso pannello istallato a Berlino). La Spagna, oltre che avere la centrale solare più grande e potente del mondo (la PS20 di siviglia, capace di sfamare 180 000 case e mezzo milione di abitanti), possiede 16 000 Mw di eolico. Nella sola giornata del 20 dicembre 09, a causa di "tempaccio", ha prodotto il 54% dell'energia prodotta in tutto lo stato. Avvenimenti come questi avvengono più volte nell'arco dell'anno: nel marzo 08 a causa di una tempesta, in una sola notte un impianto eolico off-shore (in mezzo al mare) produsse il 40% del fabbisogno nazionale (pari alla somma dei prodotti delle centrali nucleari e a carbone iberiche). Solo a Barcellona, sono in fase di inizio lavori altri 12 impianti eolici ognuno con 400 Mw di potenza. In tutta Italia ci sono 4000 Mw di eolico, non esiste un dibattito politico sul tema ambientale e ancora si fanno referendum di paese perché l'eolico "deturpa il paesaggio". Modestamente credo che una raffineria sia molto più brutta da vedere rispetto ad un campo di pale eoliche, una centrale a carbone sia molto più inquinante e una centrale nucleare molto più pericolosa. Non possiamo ancora stare a perdere tempo dietro a qualche fanatico ignorante che parla di paesaggio e rotte migratorie minacciate. L'energia pulita non è inquinante, ha costi bassissimi di istallazione e soprattutto, cosa più importante, è gratuita! La richiesta energetica è ogni anno sempre più alta e per continuare a vivere in questa società, c'è da adattarsi, rinnovarsi e pagarne il prezzo. La politica è distante anni luce da questioni di questo livello, per loro (e per i loro elettori) sono più importanti i processi brevi, le regionali e qualche trans di troppo. Il governo Berlusconi ha ritirato fuori le centrali nucleari e ne vuole costruire 4 entro 10 anni. A me personalmente rincuora di essere in Italia, conoscere bene le leggi della corruzione, della burocrazia e della mafia e ciò mi dà la certezza che queste centrali non entreranno mai in funzione. Però sò quanto tempo andrà perso e quanti soldi buttati o regalati a corrotti dell'edilizia e delle istituzioni, invece di investirli in strutture utili e sensate. In tutta europa solo Francia e Finlandia hanno in progetto nuove centrali, mentre che nessuna fra le centinaia sparse per il vecchio continente, hanno subìto modifiche o restauri significativi negli ultimi anni, proprio perché sono destinate a chiudere presto. Sono altri i progetti di sviluppo , altre idee frullano in testa agli europei, altri interessi ben più illuminati e innovativi.
L' Italia galleggia.

mercoledì 20 gennaio 2010

Abaso la squola

In un provvedimento incastrato nella finanziaria, il governo Berlusconi abbassa l'obbligo scolastico da 16 a 15 anni. Dopo gli enormi tagli economici e i finanziamenti alle scuole private, si concede ai ragazzi di studiare un anno in meno, con la scusa dell' "apprendistato".
Non c'è bisogno di dire che la scuola italiana sia un disastro e la vergogna europea: all’istituto Domenico Purificato di Roma (che comprende materna, scuole elementari e medie) la preside ha spedito un bollettino postale ai genitori dei ragazzi, chiedendo "il versamento di un contributo volontario di 30 euro" visto che la "previsione ministeriale per le spese di funzionamento è di euro 0". La stessa situazione si ripete in ogni istituto e Università dello stivale. Studiare, conoscere, acculturarsi è sempre più difficile in questo paese e per fortuna il governo pare aiutarci in tal senso...
Le tre i di Berlusconi erano "Inglese, Informatica e Impresa"...
L'inglese rimane ad una media di 3 ore settimanali. L'informatica è stata spenta: la scuola elementare è passata dall'organizzazione modulare (con tre insegnanti su due classi), al "maestro unico di riferimento". Il passaggio cancella le ore di compresenza e tutte le attività legate ad esse: corsi di recupero e di approfondimento, laboratori di Informatica, supplenze, ecc. L'impresa pare invece avere un successo crescente, e questo ultimo emendamento dell'obbligo fino a 15 anni potrebbe dargli lo sprint finale.
L'ultima i di Ignoranza ce la mettiamo noi.
Viva il regime!

martedì 19 gennaio 2010

La banda degli onesti

10 anni dalla morte di Craxi, uno statista latitante. Tanti sono i fedeli che accorrono alle commemorazioni; nessuno di loro si è lavato le mani negli ultimi 10 anni...
Schifani (presidente del Senato): "Fu una vittima sacrificale". Augusto Minzolini (direttore del TG1) : un "capro espiatorio" e uno "statista" che non ha bisogno di essere riabilitato. Stefania Craxi (sottosegretario agli Esteri col Pdl ) "I provocatori sono rimasti una minoranza. Mio padre fa parte della storia positiva della nostra Repubblica"."Rivolgo un grazie al direttore del Tg1 per il suo editorialeper aver onorato uno statista che ha dato la vita per il bene del Paese. Le sue idee sono ormai patrimonio di tutti gli italiani".Berlusconi, a margine del convegno ha abbracciato l'ex governatore dell'Abruzzo, che era finito in carcere per una storia di tangenti, e gli ha detto: "Ho sofferto per te".
Ma c'è chi ha criticato fortemente l'evento di oggi al Senato. Felice Belisario (capogruppo dell' Idv): "E' davvero una vergogna la beatificazione di un pregiudicato in una sede istituzionale". Antonio di pietro (leader dell'Idv) "Stiamo osannando un delinquente latitante. Querelerò Minzolini e lo denuncerò alla Camera, perché chi è pagato con il canone non può permettersi di raccontare parzialità. Bettino Craxi è stato più volte condannato per corruzione, i soldi non finirono al partito, ma in conti propri. Ha anche ricevuto miliardi sul conto All Iberian da un imprenditore televisivo che si chiama Silvio". Oggi, in piazza Navona, il popolo Viola si è riunito manifestando per il No-Craxi day. Tra i volantini, anche uno che reca una doppia faccia: metà Berlusconi e meta Craxi, con la scritta "Berluscraxi".
Fra i provvedimenti più rilevanti durante il governo Craxi dell' '84 c'è quello del cosiddetto decreto "Berlusconi", che legalizza le trasmissioni delle televisioni private come Mediaset («Caro Bettino, grazie di cuore per quello che hai fatto. Spero di avere il modo di contraccambiarti». È l'inizio di una lettera che B scrisse a Craxi all'indomani della legge). Il 3 luglio 1992, è già esploso lo scandalo di Mani Pulite e Craxi alla Camera tiene un discorso in cui chiede ai colleghi chi di loro non fosse mai ricorso a finanziamenti illeciti per il proprio partito. La rivolta popolare è già alta. Seguono una ventina di avvisi di garanzia della Procura di Milano e l'11 febbraio del '93 Craxi si dimette da segretario sel PSI. Negli anni, si giustificherà sempre dicendo che tutti i partiti si servivano delle tangenti per autofinanziarsi, anche quelli "che qui dentro fanno i moralisti" e più di dichiararsi innocente si dichiarava "colpevole tanto quanto gli altri". Il 29 aprile del 1993, la Camera dei Deputati negò l'autorizzazione a procedere nei suoi confronti provocando l'ira di partiti come Lega e MSI e dell'opinione pubblica. Il giorno seguente avvennero numerose manifestazioni in tutta Italia, sia popolari che partitiche, appartenenti a entrambi i colori politici. Nello steso giorno, avveniva lo storico lancio di monete davanti all'hotel Raphael, evento che segna la fine della sua carriera politica. Col nuovo governo del 15 aprile '94, Craxi perde l'immunità e nell'aria c'è odore di arresto. Il 12 maggio gli viene ritirato il passaporto per evitare la sua fuga ma invano: il 5 maggio era già segretamente fuggito a Parigi per poi rintanarsi ad Hammamet in Tunisia come latitante.
Oggi gli italiani hanno la memoria corta (come fra l'altro scrive "Le Monde") e la storia si ripete, ma con delle varianti. Una volta il rubare da parte dello Stato era cosa nascosta e vergognosa, oggi il rubare viene messo alla luce e giustificato fino a legalizzarlo. Una volta il popolo si incazzava, scendeva in strada e lanciava monete a chi gliele aveva rubate. Oggi ce ne siamo abituati e le proteste ce le teniamo per scaricarle al bar con gli amici. La magistratura è di nuovo attaccata, il Parlamento è di nuovo coeso per difendere i propri compagni malfattori, ogni porco continua a seguire i suoi loschi affari protetto dai palazzi e dalle carte del governo.
10 anni dalla morte di Craxi, uno statista latitante. Tanti sono i fedeli che accorrono alle commemorazioni; nessuno di loro si è lavato le mani negli ultimi 10 anni...
"Non ci sono più ideali, semplicemente noi facciamo i nostri interessi, le conseguenze sono evidenti". (Bettino Craxi)

domenica 17 gennaio 2010

Patto di sangue

Le mani nere sollevate ad afferrare l'aria, il vento passa sulla smorfia dell'ultimo respiro, la schiena piegata di un ragazzo in preghiera che non si è più rialzato... Muoiono così gli immigrati. Così finiscono gli uomini e le donne che non sbarcano più a Lampedusa, bloccati in Libia dall'accordo Roma-Tripoli e riconsegnati al deserto. Abbandonati sulla sabbia appena oltre il confine col Niger, a volte sono obbligati a proseguire a piedi fino al fortino militare di Madama a 80 Km più a sud, sotto al sole del deserto. Cadono a faccia in giù sfiniti, affamati, assetati, persi. Un filmato (molto forte) de l'Espresso, rivela una di queste operazioni di rimpatrio finite in strage. Undici morti: 7 uomini e 4 donne (da quanto è possibile vedere nelle immagini). Il video è stato girato con un telefonino da una persona in viaggio dalla Libia al Niger lungo la rotta degli schiavi di Berlusconi e Gheddafi, rimpatriati nel Sahara. Nei quattro mesi successivi all'accordo, c'erano già stati 106 morti ed erano soltanto le cifre ufficiali. 50 rimasero schiacciati da un camion sovraccarico che si è rovesciato, un ragazzo del Ghana mai identificato finì sbranato da un branco di cani selvatici durante una sosta a Madama. Tre ragazze nigeriane morirono di sete e 15 furono raccolte in fin di vita da un convoglio umanitario francese, dopo essere state abbandonate.
Tutti condannati a morte da chi aveva siglato il loro rimpatrio.

mercoledì 13 gennaio 2010

Rapidamente si esaurisce....

Un estratto da un articolo di Repubblica del 12 Gennaio 2010: uno scorcio (per fortuna!) delle preoccupanti cifre contenute nel rapporto del WorldWatch Institute sui consumi nel nostro pianeta.
Le cifre evidenziano che " i 500 milioni di individui più ricchi del mondo (circa il 7 % della popolazione globale) sono responsabili del 50 % delle emissioni globali di anidride carbonica, mentre i 3 miliardi più poveri sono responsabili di appena il 6 % delle emissioni.". Due cani pastore tedeschi consumano più risorse in un anno di un abitante medio del Bangladesh".
Una corsa allo sfruttamento ed al prosciugamento di tutto quanto il nostro pianeta può offrire, ad opera della "evoluta" civiltà occidentale, sempre più malata, sempre più avvelenata dai suoi vizi e dalla sua stupidità.

Questo il link all'intero articolo.

Da leggere fino in fondo, per ritrovare un debole sorriso, nel finale.

L'ufficio scomodo

E' successo in una normale giornata invernale, in una qualsiasi città marchigiana. Una donna, italiana, si reca in un ufficio comunale per rinnovare la sua carta d'identità. Fuori piove, fà freddo. L'ufficio ha una sala d'aspetto scherna, fredda, troppo piccola per contenere più di 5-6 persone e alcune sono costrette ad aspettare fuori. "Per fortuna ho portato l'ombrello" avrà pensato la signora. E' il suo turno. L' impiegata è di malumore: sbuffa nervosa, sbatte alcuni moduli e dice "Oggi è proprio una pessima giornata".
Un pò per smorzare i toni, la signora le dice sorridendo "Bé, poi se vi fanno lavorare in uffici così angusti...". L'impiegata risponde seccamente: "Deve essere così! Devono essere scomodi perché sennò si riempiono di immigrati!"...
Così tutto d'un tratto, senza preavviso. Fulmineo come la paura, perché è di paura che si tratta. Il terrore verso l' immigrato, quel parassita che non ci lascia stare, ci invade la vita, il lavoro, gli spazi, ci toglie l'aria. Gli uffici devono essere scomodi perché sennò ci ristagnano gli immigrati, come fossero rospi o zanzare. Come dire "è caldo, ma se apro la finestra entrano le mosche". Non si sà cosa ci starebbero a fare tutto il giorno gli immigrati nelle sedie della saletta d'aspetto, però non si sa mai, meglio prevenire. Il terrore domina nella nostra vita e giunge ad uno stato di follia patologica. La paura si trasforma in fantasmi e la nostra vita diventa una sfida: giorno dopo giorno, si combattono fantasmi. Questa donna (come milioni di altre persone) preferisce sacrificarsi, soffrire, vivere in una condizione peggiore, lavorare in un ambiente angusto, scomodo e freddo perché questo è il solo modo per allontanare i suoi spiriti.
E così fa chi non esce la sera perché sennò lo derubano, chi non lascia da sola la figlia perché sennò la violentano, chi non si compra un'arma perché sennò è indifeso...
Ah...si. Finalmente possiamo dormire bene: abbiamo tolto di mezzo gli spiriti...ora dobbiamo solo cavarceli dalla testa...

martedì 12 gennaio 2010

Blaks Out

STANGHELLA (PADOVA) - Sarà difficile anche bere un caffè, nel giorno X. Le ragazze del bar Due Archi, il più grande di piazza Pighin, sono infatti brave e gentili e anche cinesi. Sarà dura andare alla Santa Messa, quel giorno. Don Victor Hugo Toapanta Bastida è infatti molto "extracomunitario" perché arriva dall'Ecuador. Celebra l'Eucarestia, confessa e visita i malati nella parrocchia di Stroppare e nel giorno X potrebbe decidere di chiudersi in canonica. Sarà difficile fare la spesa. I garzoni dei fornai arrivano quasi tutti dall'Est o dal Nord Africa, i macellatori di polli sono tunisini o senegalesi, la frutta e la verdura sono raccolte e lavorate da mani straniere. Difficile anche distrarsi: nella società sportiva Rugby Stanghella ci sono infatti tre marocchini e un nigeriano che potrebbero appendere le scarpe al chiodo. I signori Mario e Toni dovranno restare in casa perché senza l'aiuto della badante non riescono più ad arrivare al bar. Il giorno X - il tam tam viaggia su Internet e in particolare su Facebook - arriverà a marzo e si chiamerà "Blacks Out", fuori i neri. Ad accendere la miccia è stato un libro, "Blacks Out, un giorno senza immigrati", che è stato scritto da Vladimiro Polchi. - Ho fatto la cronaca di un giorno in cui gli italiani stupefatti scoprono che gli stranieri non si sono presentati al lavoro. E così si accorgono di quanto siano importanti. Ma poi è successa una cosa strana. Nei mesi di lavorazione del libro e nell'incontro con varie associazioni di migranti, sindacati, organizzazioni cattoliche è nato un vasto comitato. Lo scopo? Provare a passare dalla finzione letteraria alla realtà. E così il comitato - ne fanno parte associazioni di immigrati, Arci, Acli, Migrantes, i radicali, l'Asgi, i responsabili immigrazione Cgil, Uil e Sei Ugl... - ha deciso che a marzo ci sarà un giorno senza immigrati. Come vuole qualcuno...ok, vediamo come sopravviviamo.
Da Repubblica:

Ci imbavaglieranno.....

Mi sembra opportuno scrivere due righe sulla famigerata "legge bavaglio" (dopotutto, anche Noi siamo un blog!). Dico famigerata perché come per la maggior parte dei provvedimenti "importanti" che vengono presi in Italia, nessuno se ne accorge finché non vengono resi effettivi. Cioè, quando il danno è ormai fatto.
Presto (se le cose non cambiano) non potremo più scrivere cosa pensiamo di "questo maledetto assurdo bel paese"; o almeno, non potremo più criticare, esaminare o scovare inghippi, brogli e marachelle. Questo perché, se la legge bavaglio venisse approvata anche alla Camera (e se Napolitano si cagasse di nuovo addosso e firmasse anche questo scempio), i capi del nostro regime potrebbero, a loro piacimento, decidere per la chiusura dello scomodo blog e per la "persecuzione" dello sfortunato blogger (vi ricordate, qualche post fa, delle vaporizzazioni?).
Leggete quanto segue.

"Il 7 gennaio il Senato ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (D.d.L. 733) tra gli altri con un emendamento del senatore Gianpiero D’Alia (UDC) identificato dall’articolo 50-bis: Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet. Questa settimana il testo approderà alla Camera diventando l’articolo nr. 60. Il senatore Gianpiero D’Alia (UDC) non fa parte della maggioranza al Governo e ciò la dice lunga sulla trasversalità del disegno liberticida della “Casta”. In pratica in base a questo emendamento se un qualunque cittadino dovesse invitare attraverso un blog a disobbedire (o a criticare?) ad una legge che ritiene ingiusta, i providers dovranno bloccare il blog. Questo provvedimento può far oscurare un sito ovunque si trovi, anche se all’estero; il Ministro dell’Interno, in seguito a comunicazione dell’autorità giudiziaria, può infatti disporre con proprio decreto l’interruzione della attività del blogger, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine. L’attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro il termine di 24 ore; la violazione di tale obbligo comporta per i provider una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000. Per i blogger è invece previsto il carcere da 1 a 5 anni per l’istigazione a delinquere e per l’apologia di reato oltre ad una pena ulteriore da 6 mesi a 5 anni per l’istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all’odio fra le classi sociali. Con questa legge verrebbero immediatamente ripuliti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta! In pratica il potere si sta dotando delle armi necessarie per bloccare in Italia Facebook, Youtube e tutti i blog che al momento rappresentano in Italia l’unica informazione non condizionata e/o censurata. Vi ricordo che il nostro è l’unico Paese al mondo dove una media company ha citato YouTube per danni chiedendo 500 milioni euro di risarcimento. Il nome di questa media company, guarda caso, è Mediaset. [...]".
Tratto da http://www.bellunopress.it/2010/01/12/il-senato-ha-gia-approvato-il-bavaglio-a-internet-questa-settimana-il-testo-approdera-alla-camera/

Incazziamoci, urliamo (e se serve insultiamo), finché siamo in tempo, finché c'è libertà (non solo di parola).

lunedì 11 gennaio 2010

L'oggetto rosa

Il 60 % dei telespettatori italiani è femminile, eppure guardando la nostra televisione si nota una mercificazione della donna, un uso del corpo talmente volgare da sembrare controproducente. La donna è ridotta ad un decoro, ad una presenza, ad una statuetta sempre a fianco di un uomo. Una compagna, un oggetto d'abbellimento del presentatore compiaciuto da quella "carne". La donna non ha più alcuna competenza, ruolo importante, profondità. E' un gioiello, una campana che suona a vuoto, una bella immagine da sfondo. La cosa è ormai talmente accettata che addirittura persone ad alto livello come politici e Presidenti del Consiglio, giocano, deridono e sminuiscono la donna fino a porla in secondo piano (vedi ad esempio gli insulti del Premier alla Bindi o la figura da Play Boy che B si è fatto in seguito agli scandali con le prostitute).
Ridotta ad un profumo intrigante, un colore sessuale, un fluire di sentimento volgare e terreno. Viene utilizzata come modello sessuale, così gli uomini la guardano per sfogare i loro sogni, e le donne la guardano per poter sfogare i sogni degli uomini. La ricetta è perfetta, il sistema funziona in tutti i campi, dalla Tv alla politica, dal lavoro allo sport, fino alla vita di tutti i giorni. La donna oggi apparentemente ha un ruolo più presente in televisione; ma la sua importanza è nettamente minore rispetto a 50 anni fa. Ridotta ad un gioco da sballottolare, una maschera di trucco, un mostro ammaestrato al piacere visivo, all'illusione da circo. Di seguito un documentario affascinante sulle donne nella Tv italiana di oggi. Un analisi lucida, immediata e sentita sulla fine della femminilità, sul degrado della figura della donna, sui suoi diritti umiliati e il trionfo evidente del maschilismo berlusconiano.
VIDEO Il corpo delle donne - di Lorella Zanardo

sabato 9 gennaio 2010

La rivolta degli schiavi

In un inverno caldo, a Rosarno (Reggio Calabria) si scatena il maggio degli schiavi. Migliaia di immigrati sfruttati regolarmente da imprenditori italiani per la raccolta di olive, pomodori e arance; stanchi delle penose condizioni in cui vivono, ora sono anche vittime di attacchi razzisti a stampo mafioso. Basta! Ecco la goccia che ha fatto traboccare il vaso: gli immigrati, esausti dopo un viaggio interminabile che li ha portati in uno stato che si finge europeo ma che invece presenta lineamenti classici di un regime libico o filo-sovietico. Accolti come cani randagi, insultati, derisi, ostacolati da leggi fasciste che li incastrano in impossibili gorghi burocratici in modo da rimanere clandestini a vita, vittime di sopprusi da parte dello Stato e delle forze dell'ordine, di vere e proprie torture nei CPT considerati illegali anche da Amnisty Internacional, soggetti ad una campagna diffamatoria disumana che va avanti da anni...Ma chi sono questi mostri da abbattere? Ma chi sono questi animali da cacciare, questi delinquenti feroci?...Sono ragazzi qualsiasi di 16, 20 anni, fuggiti da terre disastrate dalle guerre esportate da noi occidentali, venuti nell'idilliaco vecchio continente per trovare un inferno più subdolo e peggiore di quello lasciato. Alle manifestazioni di questa povera gente, gli italiani rispondono con fucilate. Il commento più vergognoso forse arriva da Maroni che sostiene addirittura che in passato c'è stata "troppa tolleranza" verso gli immigrati...come per dire siamo stati troppo buoni. Io credo che Maroni non abbia visto il video che riporto alla fine del post perché lì si vede chi fin'ora è stato troppo tollerante...
Dove siamo arrivati? Dov'è finita la società italiana? Siamo più persone? Che mostri siamo diventati? Questo significa proprio grattare il fondo, rosicchiare l'osso di una civiltà storica come quella italiana, ormai sepolta viva e guardata male da un europa che si vergogna di confinare con noi.
Che schifo mi faccio a calpestare questa terra.

VIDEO: La città di cartone di Gialuigi Lopez - Premio "L'anello debole" 2009 - Opera menzionata, sezione "TV"

venerdì 8 gennaio 2010

Il negozio senza cassa

Kostnix in tedesco significa "costa niente", ed è il nome scelto da un gruppo di amici per il primo "freeshop" di Innsbruck, aperto nel 2007. Particolarità è che la merce del negozio (oggetti di ogni tipo: da vestiti a giocattoli e oggettistica varia...) sono gratis. Le uniche norme da rispettare sono: non prendere più di tre oggetti al giorno e non rivendere in nessun caso le cose prese al negozio. Quella dei "negozi gratuiti" è un'esperienza avviata da qualche anno in Austria, in Olanda e in Belgio. Su Wikipedia si legge che "il loro scopo è offrire un'alternativa al sistema capitalistico. Tutto è libero e disponibile, che si tratti di un libro o d'un pezzo di arredamento. La maggior parte dei clienti sono persone mosse dal bisogno (scarse risorse finanziarie, come nel caso di studenti, immigrati o anziani) o dalla convinzione (anti-capitalisti)". "A noi non importa che chi prenda gli oggetti sia povero, può anche essere ricchissimo - spiega Valentina Callovi, di Trento, una dei due italiani che gestisce Kostnix, a Innsbruck (gli altri volontari sono tutti austriaci) - l'importante è che quello che ha preso gli serva davvero, o gli piaccia". L'obiettivo dei freeshop non è quello di combattere la povertà, ma il consumismo, la tendenza a disfarsi degli oggetti senza pensare che potrebbero ancora servire a qualcuno. Chi prende oggetti da un freeshop, risparmia i soldi che avrebbe dovuto spendere per comprarlo e così contribuisce anche ad abbattere il lavoro retribuito, simbolo del capitalismo", si legge sul sito di Kostnix. "Siamo poco più di 10 persone - racconta Valentina - e quindi riusciamo a tenere aperto il negozio solo il martedì e il mercoledì. Ognuno di noi vi lavora senza retribuzione per due ore la settimana. I 400 euro d'affitto mensili (20 metri quadri nel centro storico di Innsbruck) se li pagano con un concerto annuo, delle serate col vin brulè e delle offerte libere da parte del Comune e dei Verdi (2000€ in tot) dato che contribuiscono alla riduzione dei rifiuti attraverso il riutilizzo degli oggetti. "Perché lavorare 40 ore a settimana per acquistare scarpe firmate, quando si può averle gratis, senza lavorare per averle?". La cosa più strana è che, nonostante tutto questo, il negozio non è molto affollato di clienti come ci si potrebbe immaginare: la gente non è ancora abituata a simili stravaganze...

mercoledì 6 gennaio 2010

L'energia pulita non parla italiano

L'Europa, quella con "la testa sulle spalle", quella che dal fumo un pezzettino di arrosto ogni tanto lo tira fuori, si sta mobilitando per la realizzazione di un ambizioso progetto, che ha come obiettivo la creazione di una ragnatela di cavi sottomarini per utilizzare risorse inesauribili come il vento, l'acqua, le maree e il sole, allo scopo di produrre energia elettrica pulita e rinnovabile.
A quanto pare, l'idea è nata prima dell'inutile summit di Copenaghen tenutosi il mese scorso, e proprio ora si stanno muovendo i primi passi.
Leggete l'articolo su Repubblica per tutti i dettagli.

Rileggete ora l'articolo e contate quante volte compare la parola italia nel testo.
Ve lo dico io: mai.
Il progetto prevede "una rete elettrica del freddo" a nord, e una "del caldo" a sud." La rete del caldo prevede l'installazione di "centrali solari sparpagliate nel deserto del Sahara e oltre", che poi partiranno verso Magreb, Giordania e l'Europa.
"Ovviamente", l'italia in tutto questo non ha nessun ruolo, non viene neppure invitata se non a pagare l'energia che sarà ricavata da quella risorsa che è il sole (che in italia di sicuro non manca). Tralasciando per ora vari giudizi sui pro ed i contro dell'iniziativa (la costruzione di centrali e condotti porta allo sconvolgimento di ecosistemi ed alla possibile distruzione di determinati habitat), il problema rimane l'indifferenza (e l'assenza) dell'Italia a qualsiasi tipo di innovazione che comporti un investimento cospicuo (ed intelligente) quale appunto il sostegno necessario per le energie rinnovabili.
Sempre più indietro....

Terra Santa


martedì 5 gennaio 2010

Avete mai letto del "Miniamor"?

Sabato 2 Gennaio è apparso su "Il Fatto Quotidiano" un brillante articolo di Paolo Flores D'Arcais, pubblicato anche su MicroMega che è in uscita nelle edicole in questi giorni.
Nell'articolo, dal titolo Il "Partito dell'Amore" tra Orwell e Ceaucescu, Flores D'arcais sottolinea la triste comicità dell'ultima trovata del PDL: il "Partito dell'Amore" appunto; una trovata che in Italia viene presa per buona dai media, "in virtù (cioè in vizio) di un controllo ormai orwelliano – alla lettera – esercitato dal regime sui canali televisivi".
Ci si può facilmente rendere conto di come, non solo quella televisiva ma qualsiasi tipo di informazione, venga abilmente manipolata e modellata, resa verosimile e probabile, ripetuta con arroganza ed insistenza fino a renderla credibile, pure essendo lontana dalla verità. Siamo sulla buona strada per la Neolingua, dove le parole “significavano quasi esattamente l’opposto di quel che parevano in un primo momento".
Nell'articolo, Flores D'Arcais riporta 3 esempi: il mafioso diventa eroe, l’odio amore, la latitanza esilio. Io vorrei riportare 3 slogan: la guerra è pace, la libertà è schiavitù, l'ignoranza è forza. La somiglianza con i 3 slogan del Socing è preoccupante.
Vi invito caldamente a leggere l'intero articolo.

Nel Socing di Orwell, c'erano "[...] quattro Ministeri fra i quali era distribuito l'intero apparato governativo: il Ministero della Verità, che si occupava dell'informazione, dei divertimenti, dell'istruzione e delle belle arti; il Ministero della Pace che si occupava della guerra; il Ministero dell'Amore, che manteneva la legge e l'ordine pubblico; e il Ministero dell'Abbondanza, responsabile per gli affari economici. In neolingua i loro nomi erano i seguenti: Miniver, Minipax, Miniamor, Miniabb. Fra tutti, il Ministero dell' Amore incuteva un Autentico terrore. [...]".
Chi ha letto il libro (1984) saprà che nel Miniamor venivano portati i "dissidenti", i "nemici del partito", gli "oppositori al regime". Lì avvenivano "purghe e vaporizzazioni": chi non era gradito veniva fatto sparire, diventava una "nonpersona", destinata quindi alla morte o a fugaci ed improvvise comparse in processi giudiziari: marionette da far recitare. Nel regime mediatico di Berlusconi & C., che è meno distropico e poi non è un romanzo, non ci sono (ancora) le vaporizzazioni. Si viene però distrutti pubblicamente, accusati ed incolpati ripetutamente, magari architettando una complessa ed artificiosa storiella, affinché si crei la convinzione nella gente che tutto quel che viene fatto o detto dal Partito dell'Amore sia giusto, corretto e per il bene degli italiani.
Ci siamo dentro fino al collo, impantanati più che mai in acque melmose, torbide, inquinate dalla smania di potere e dalla bramosia di onnipotenza di Berlusconi con i suoi indecenti alleati.

lunedì 4 gennaio 2010

Saldi da maiali

Il Virus H1N1, l'influenza A o la febbre suina: tre nomi per descrivere la stessa farsa esorbitante, l'ennesima dose di terrore iniettata in una società che ha bisogno di paura. La pandemia è andata male: pochi morti. Ora che il virus e la sua psicosi stanno calando, i governi si ritrovano con magazzini pieni di milioni di vacini comprati e inutilizzati; non si sa che farne e si pensa di rivenderli, magari coi saldi di natale.
La Francia ha acquistato 94 mln di dosi per 869 mln di euro ma sono stati vacinati solo 5 mln di cittadini. Sta perciò trattando per venderle al Qatar (300.000 dosi), all' Egitto (2 mln di dosi), al Messico e all' Ucraina allo stesso prezzo di quanto l'hanno comprato loro (quasi 10 € a dose...). La Germania possiede 50 mln di dosi e ha vaccinato solo il 5% della popolazione. Trattative per l'acquisto dei vaccini con l'Ucraina. L' Olanda ha 34 mln di dosi e pensa di rivenderne 19 mln. La Spagna, con circa 13 mln di dosi ordinate, punta a rivenderne una parte. Quindi un vero e proprio flop, certo non per le compagnie farmaceutiche, che si sono arricchite di milioni di dollari in pochi mesi e aspettano solo di tirar fuori la prossima pandemia per riaprire le casse (approposito, si aprono scommesse: dopo le vacche pazze, l'aviaria dei polli e la suina, quale sarà la prossima? Che ne dite dei gatti?). Fabrizio Pregliasco, virologo esperto dell'università Statale di Milano, alla comparsa del virus prevedeva 15 milioni di italiani colpiti e un massimo di 95 mila morti.
Il virus è comparso a marzo in Messico e in meno di un anno è praticamente già scomparso (almeno in europa). Nel 2009, il virus ha causato circa 12.200 decessi in tutto il mondo, dei quali 10.000 negli Stati Uniti. In Italia le vittime sono state solo 114 e più o meno tutte con complicanze già in atto e carenze di anticorpi (bambini). Si stima che siano state 3.400.000 gli italiani colpiti dal virus, parte dei quali non ne sono neanche consapevoli.
Non ci venite più a dire che non avete i soldi per la ricerca se poi li buttano in festini di coca e vaccini.

domenica 3 gennaio 2010

Zingari all'italiana

"Non amano l'acqua, molti di loro puzzano perché tengono lo stesso vestito per molte settimane. Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri. Quando riescono ad avvicinarsi al centro, affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci. Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l'elemosina ma sovente davanti alle chiese, donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro. I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano divivere di espedienti o, addirittura, attività criminali".
La relazione così prosegue: "Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti ma disposti più di altri a lavorare. Si adattano ad abitazioni che gli americani rifiutano pur che le famiglie rimangano unite e non contestano il salario. Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud dell'Italia. Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più. La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione".
Il testo è tratto da una relazione dell'Ispettorato per l'Immigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti, Ottobre 1912...
Oggi, nel 2010 in europa, gli italiani sono al secondo posto nella classifica degli emigranti, costituendo l'11% sul totale, con 1,3 milioni di persone sparse per l'unione. Al primo posto i rumeni col 15%. Per quanto riguarda la nostra fobia della serie "gli immigrati sono troppi", l'Italia si trova ben al 5° posto per presenza di immigrati, preceduta da Germania, Spagna, Regno Unito e Francia, con 3,4 milioni di stranieri nello stivale contro i 7,3 del primo posto (in parte italiani non del tutto integrati e benvisti). Gli emigrati italiani, invece, sono per grandezza la prima comunità straniera in Belgio (17,4%) e in Svizzera (18,2%).
Perciò pensiamoci un pò di più prima di dire "se ne tornino a casa loro".
Fonti Repubblica

sabato 2 gennaio 2010

Lentamente Muore

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,chi non cambia la marcia,chi non rischia e cambia colore dei vestiti,chi non parla a chi non conosce.Muore lentamente chi evita una passione,chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,chi e' infelice sul lavoro,chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno,chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante. Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce. Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicita'.

Poesie d'amore e di vita - Pablo Neruda