venerdì 30 aprile 2010

Il passatempo del carabiniere

Tre uomini neri ammanettati, dei quali uno nudo; e un gruppo di carabinieri che li pestano a sangue, prendendoli a manganellate.
Una telecamera della caserma di via del campo a Ferrara riprende un'episodio shoccante di scandalosa e ordinaria violenza da parte dello Stato.
Uno dei carabinieri protagonisti del video è sotto giudizio. Le vittime sono uomini stranieri trattenuti per stato di ebbrezza e resistenza a pubblico ufficiale, e pare che questa sia stata la punizione scelta dagli uomini delle forze dell'ordine: ammanettati, umiliati, pestati, trattenuti per interminabili ore...Uno dei fermati in particolare ha subìto pesanti maltrattamenti, violenze e colpi inferti con manganello. Lo si vede ammanettato e indifeso, subire un pestaggio gratuito per poi essere scaraventato e trattenuto a forza per terra. Un altro viene denudato e selvaggiamente esposto ai divertimenti e ai sevizi dei gendarmi i quali pare lo facciano pregare inpiedi davanti ad un lenzuolo.
Si tratta, giova ricordarlo, di persone affidate a un apparato dello Stato italiano, all'interno di una caserma dello Stato, che ne deve garantire l'incolumità. Quanto ancora dovranno ripetersi fatti del genere prima che qualcuno intervenga? Quanto ancora potremmo preoccuparci per le nostre stesse vite e ancora chissà quanti fatti avvengono giornalmente nelle carceri, nei CPT, per le strade e nelle caserme italiane senza che se ne sappia nulla?
Come non ricordare Federico Aldrovandi, un ragazzo di 18 anni massacrato di botte per strada sempre a Ferrara dalla polizia per "un controllo finito male"; e che dire di Giuseppe Uva, ucciso nel 2008 dopo una notte d'inferno in caserma, massacrato e seviziato con brutale violenza per poi essere ricoverato in ospedale e morire per farmaci che palesemente sono incompatibili con l'alcol; o Stefano Cucchi, l'ennesima tragica ferita aperta.
Tutti morti accidentali, certo... Tutti morti da soli, chi per "overdose", chi per "eccessi autolesionistici" e "controlli finiti male", chi perché "era già ferito"... Erano tutti pazzi, ubriachi e drogati che si sono ammazzati di botte da soli mentre le forze dell'ordine stavano a guardare, innocenti...
Ma come fanno a raccontarci queste cose...Ma con che coraggio ci dicono queste menzogne...ma con che coraggio ce ne stiamo zitti ad aspettare che ammazzino a noi, un qualsiasi giorno in cui si sono svegliano male, un qualsiasi giorno di ordinario abuso di potere, un qualsiasi giorno qualsiasi, in questo paese così tanto particolare.

Link del video di Ferrara
video

giovedì 29 aprile 2010

GAS Terra a Camerino

Ma ce lo sai che c'è il GAS a Camerino?

Anche a Camerino è nato il G.A.S. Terra (Gruppo di Acquisto Solidale) che consiste in un gruppo di persone che hanno scelto di cambiare il loro stile di vita per renderlo più etico e sostenibile. Il gruppo, gestito da Dominique Thual, è in contatto con piccole aziende locali che producono alimenti d'ogni genere (frutta, verdura, pane, carne, yogurt ecc.) dei quali la maggior parte biologici. In breve tempo, il gruppo è arrivato già a contare 50 famiglie che si sono iscritte gratuitamente al GAS di Camerino, grazie al quale si possono comprare regolarmente i prodotti amientari direttamente da chi li produce, in tutta sicurezza e "sostenibilità".
Questo tipo di acquisto presenta numerosi vantaggi, dato che i prodotti agricoli sono stati coltivati solamente con concimi naturali, senza l'uso di sostanze chimiche dannose per noi e per l'ambiente. Inoltre tutti gli alimenti provengono esclusivamente dal territorio di Camerino, raggiungendo così il risultato del "Km 0" che abbatte i costi dei prodotti ed evita grandi emissioni inquinanti da parte dei sistemi di trasporto.
COME PARTECIPARE: Martedì 4 Maggio alle 21:15, presso l' agriturismo La Marca (località Mecciano di Camerino) ci sarà la prossima riunione del GAS di Camerino aperta a tutti quelli che vogliono saperne di più e/o partecipare a questa bella e intelligente iniziativa.

Per ulteriori informazioni ecco il sito : http://www.rigiro.it/

lunedì 26 aprile 2010

Caccia ai migranti...

Il nostro Ministro dell’Ambiente si è battuta con la veemenza di un posacenere in alabastro contro le nuove norme comunitarie, per fortuna bocciate, che avrebbero permesso di allungare la stagione venatoria e annoverare nuove specie tra quelle cacciabili: oltre ad alcuni migranti, erano stati inclusi i postini, i lavoratori di call-center e gli elettrauti molisani. L’ iniziale entusiasmo della Lega per la nuova normativa si è però spento, non appena è stato chiarito un increscioso equivoco: con la parola “migranti” non si intendevano purtroppo gli extracomunitari, ma i volatili che si spostano da un continente all’altro. In molti si sono chiesti: ma dov’é il Ministro Prestigiacomo? Perché non dice nulla? Cosa sta facendo? Probabilmente, stava caricando la doppietta. Oppure, con squisita sensibilità, era caduta in letargo per solidarietà con alcune specie a rischio, come il ghiro e la marmotta. Bisogna capirla: Stefania è Ministro dell’Ambiente ma, considerato quelli che la circondano, è più che altro Ministro in un Ambientaccio. Di certo, ha preferito sorvolare su un argomento così delicato e che ha diviso la stessa maggioranza. Non ha considerato però un grave rischio: se fossero passate le nuove norme, qualsiasi cosa fosse passata sorvolando, gli avrebbero sparato.
Paro paro da Il Fatto

martedì 20 aprile 2010

25 aprile - Libere Azioni

Che si fa il 25 Aprile?
Dati i tempi che corrono, è sempre più importante ricordare il passato per evitare il ripetersi di errori gravissimi...

Suggerisci eventi, consiglia dove andare...
Siamo la Rivoluzione.
Festeggiamo tutt* la Liberazione!


Falconara Marittima - csa Kontatto
























Corridonia - Sciarada
























Recanati - Liberiamoci

lunedì 19 aprile 2010

Venite pargoli

Ieri Mr Josef Ratzinger si è recato a Malta dove, nella capitale La Valletta, ha celebrato la messa davanti a 40000 persone. In città si sono presentati numerosi sacerdoti visibilmente allupati, ai quali poi è stato spiegato che "La Valletta" non era una ragazzina a loro disposizione ma piuttosto il nome della città (questa notizia potrebbe non essere vera...).
Per il papa e il Vaticano si sà, son tempi duri e lo scandalo degli abusi sessuali pesa forse quanto i loro catenacci d'oro appesi al collo. Infatti l'omelia del papa è passata dall'ammettere "vergogna e dolore" per gli eventi accaduti (promettendo la punizione dei responsabili), per poi appoggiarsi alla "misericordia divina" che perdona i peccati e le "ferite spirituali" della Chiesa. Un pò come per dire "si abbiamo sbagliato, ma sò pure il papa e una certa immunità il mio capo me la concede...".
Per chi non sapesse chi è Josef Ratzinger, si vada a vedere un interessante documentario dal titolo Sex Crimes and Vatican (che il Pablo Neruda ha gloriosamente proiettato 3 anni fa a Camerino) o si vada a leggere il De delictis gravioribus, documento in materia di reati e delitti del diritto canonico, con tanto di normative per loro occultazione, firmato dallo stesso di cui sopra. Per la cronaca, Mr J. Ratzinger è stato inoltre indagato dalla Corte distrettuale della contea di Harris (Texas) per l'imputazione di «ostruzione alla giustizia» a causa delle disposizioni di riservatezza contenute nel documento.
Che il papa sia agitato è palpabile, tanto che ha seguito un pò la consuetudine berlusconiana di farsi apparire bersaglio continuo, sostenendo che la chiesa è sotto attacco da dei "media ostili" e che "voci" persuadono i credenti ad allontanarsi dalla loro casta, pura e santa chiesa...
Josef ha poi finito il suo intervento in maniera piuttosto anomala e ambigua, proponendo ai maltesi di non accogliere tutto ciò che viene proposto loro (non specificando bene di che stesse parlando), invitandoli anche a rifiutare "le tecnologie più avanzate". A sostengo di questa sua frase a dir poco onirica, ha continuato dicendo che la nube tossica del vulcano islandese ha bloccato le tecnologie più avanzate, mentre che dio non ha rivali e non può andare in stand-by. Lascio ad ognuno l'ardua analisi del paragone fra il vulcano Eyjafjallajökul e il dio cristiano. Voglio poi vedere se magari il papa, di fronte (non glielo auguro, sia chiaro) ad un malessere grave, rifiutasse le tecnologie più avanzate per non passare a miglior vita...
La giornata di Josef si è conclusa con l'incontro di 8 vittime di abusi sessuali (delle milioni esistenti in tutto il mondo), con grande pianto collettivo finale, bacio, foto e benedizione.
A difesa del papa l'arcivescovo maltese Paul Cremona, che parla di una Chiesa che "riconosce fallimenti e peccati dei suoi membri", "aperta ad accogliere tutti, senza distinzione di nazionalità e razza". E chiaro che restano invece le distinzioni di sesso e orientamento sessuale. Davvero divertente l'intervento in cui l'arcivescovo ammette che "la società è mutata" e ci troviamo in un "nuovo contesto". Quali sono le grandi novità che l'arcivescovo propone per aggiornare la retrogada istituzione "Vaticano"? La Chiesa "deve testimoniare i valori, la santità della vita dal momento del concepimento, la famiglia stabile fondata sul matrimonio".
Ah, grandi novità, grandi parole. Grazie per averci illuminato.
La Chiesa è ripulita, tutti a casa contenti.

sabato 17 aprile 2010

Il complotto contro la pace

Una vera e propria aggressione ad una associazione di pace, solidarietà e ormai ultimo motivo d'orgoglio per questa Nazione. Un aggressione ben riuscita seppur mal camuffata...
Sabato scorso 10 aprile, nell'ospedale di Kabul, molti medici, infermieri e personale sanitario legati ad Emergency stavano normalmente lavorando fra le centinaia di persone e bambini martoriate da una guerra che non vogliono. Ad un certo punto, la polizia chiama l'ospedale, informa della possibile presenza di una bomba e ordina l'evaquazione della struttura. Poi arrivano gli agenti di polizia Afghana assieme a militari inglesi... L'operazione antiterroristica appare subito anomala: gli agenti, con troppa calma e capatezza, invitano il personale italiano a lasciare l'ospedale per il pericolo della bomba. Stranamente l'operazione viene fatta con così tanta tranquillità che alcuni medici hanno potuto terminare i loro interventi chirurguci.
Una volta che l'ospedale fu completamente evacuato, i militari non controllarono nessuna stanza né laboratorio ed andarono diretti verso il magazzino dei medicinali per poi rimanervi rinchiusi alcune ore. Poi escono con uno scatolone pieno di armi e bombe a mano. Matteo Dell'Aira, coordinatore medico dell'ospedale di Emergency a Laktar, il medico bresciano Marco Garatti e il tecnico della logistica Matteo Pagani stavano mangiando nella foresteria quando furono chiamati dalla polizia. Una volta tornati all'ospedale vennero arrestati: l'accusa per i tre sarebbe molto pesante ('combattenti rivoltosi stranieri'), reato punito in Afghanistan in maniera molto severa, fino alla pena di morte. La Farnesina risponde in ritardo, quasi esitasse a intervenire. ambasciata italiana e governo afghano cominciano a collaborare, si chiacchiera, si prende il té, si conferma l'arresto.
Gino Strada parla di complotto, di attacco ad Emergency. Sostiene che sia un rapimento per togliere di mezzo Emergency e i testimoni che denunciano la corruzione del governo afghano e le stragi dei civili commesse dalle truppe afghane Isaf. Abbastanza vergongnoso il commento del indegno ministro della difesa La Russa che dubita sull'innocenza dei medici e invita strada a prestare attenzione, paragonando follemente l'oganizzazione umanitaria Emergency ai gruppi terroristici degli anni '70: "può sempre succedere di avere accanto, inconsapevolmente, degli infiltrati. Nel passato è accaduto tante volte. E’ successo al Pci con le Br e al Msi con i Nar».
«Se il governo afghano avesse voluto chiudere gli ospedali di Emergency avrebbe potuto trovare altre scuse, anche una banale questione amministrativa. Non avrebbero arrestato tutte quelle persone. Di fronte ai sospetti, confermati dalle armi trovate all’interno dell’ospedale, le autorità di polizia non potevano aspettare che si compisse l’attentato». Il puzzle è chiaro e se ci si mettono a parlare anche i nostri politici, i sospetti si rafforzano. Dopotutto La Russa e gli altri finiani in passato hanno fatto la stessa cosa alla scuola Diaz di Genova con ottimi risultati. Per chi non si ricorda, decine di tranquilli studenti e pacifisti sono stati massacrati nel sonno dalla polizia, la quale anche qui dopo un'ispezione sbrigativa e chiusa al pubblico, trovò nella scuola molotov e armi in difesa del loro intervendo sanguinario. Mesi dopo si pubblicavano foto che dimostravano che la polizia aveva volontariamente e di nascosto portato quelle armi nella scuola; ma siamo in Italia e non in Europa e non successe niente.
Come è possibile che l'associazione umanitaria Emergency, che dal '99 ha costruito 3 ospedali, una rete di 28 posti di primo soccorso e un centro di cure di maternità, contenga terroristi al suo interno? Chi vuole farci credere che Emergency, dopo aver curato più di 3 milioni di persone in tutto il mondo dall'Iraq, all'italia, dal sudan all' Afganistan, voglia ora ucciderne altrettante?
40 sono le guerre dimenticate in tutto il mondo. Milioni sono le vittime delle quali quasi la metà sotto i 10 anni e queste organizzazione apolitiche, laiche e indipendenti, fanno di lutto per aiutare vittime innocenti.
Loro sono i veri pacifisti. Queste sono le persone che davvero meriterebbero il premio Nobel per la pace e non quei presidenti che fanno la pace 6 mesi all'anno.

..un grande passo per l'umanità

I nostri passi potranno presto essere utilizzati per alimentare particolari generatori piazzati sotto al pavimento di centri commerciali e stazioni della metropolitana. Come? Semplicemente camminando…Generatori del genere verranno presto installati in alcune zone specifiche del Regno Unito. Questa tecnologia si serve del peso del corpo umano in movimento per comprimere speciali piattaforme inserite sotto il pavimento, piattaforme che, come dichiara il londinese Times: “spingono un fluido attraverso mini-turbine che generano energia elettrica da utilizzare direttamente o da immagazzinare in accumulatori dedicati”.
Questo tipo di tecnologia deriva direttamente da un sistema di mini-generatori ideato per essere inserito all’interno di calzature anfibie militari; progettato qualche anno fa e testato dall’esercito americano.
Ogni zona caratterizzata da un grande traffico pedonale è potenzialmente adatta all’installazione di questo sistema: centri commerciali, stazioni, aeroporti, discoteche, marciapiedi… Alcuni ingegneri inglesi hanno realizzato, prendendo come riferimento la frequentatissima Victoria Underground Station a Londra che conta circa 34000 viaggiatori ogni ora, un modello di studio che ha mostrato come numero così elevato di persone in movimento può alimentare circa 6.500 lampadine classiche.
Inoltre, questo tipo di dispositivo a pressione può essere installato su ponti per ricavare energia dalle vibrazioni causate dal passaggio di auto e treni; è stato infatti provato lo scorso anno, con successo, in un ponte situato nelle Midlands dove un sensore per le alluvioni è stato alimentato, per un determinato periodo di tempo, unicamente dall’energia creata dalle oscillazioni generate dai treni che passavano sopra il ponte stesso. Versioni più piccole potrebbero essere utilizzate da singole persone per alimentare, ad esempio, il proprio iPod.
A Tolosa (Francia) il progetto sta partendo e una parte di marciapiede nel centro della città, è stato dotato di tavolette che contengono microsensori in grado di generare 30 watt ad ogni passaggio d'un pedone. L’energia prodotta, caricata in una batteria, potrebbe essere utilizzata per alimentare l'illuminazione nelle strade.

Noi siamo ancora all'età dell'atomo...

martedì 13 aprile 2010

Aprilia, verso il referendum sull'acqua sognando il modello Parigi

Dal 2003 nella cittadina laziale è arrivato un gestore privato, Acqualatina. Ma i cittadini si organizzano


LATINA - Mentre scoppia il caso politico sulle proposte di referendum per l'acqua pubblica, c'è chi ha da anni intrapreso un percorso amministrativo destinato a fare scuola in Italia. Siamo ad Aprilia, terza città del Lazio, Comune guidato da un sindaco 'civico' di estrazione socialista, territorio animato da numerosi movimenti cittadini che dall'arrivo del gestore Acqualatina - era il 2003 - hanno fatto capire di non apprezzare aumenti e imposizioni di ogni natura. Il municipio guidato da Domenico D'Alessio è a lavoro per riprendersi depuratori e rete idrica, mentre sono già migliaia le famiglie che anziché pagare le bollette al gestore pubblico/privato, versano la tariffa senza aumenti direttamente nelle casse comunali. Uno schiaffo ai colossi francesi che controllano l'oro blu in provincia di Latina, quegli stessi 'allontanati' proprio dove hanno casa, come accaduto a Parigi. Lì l'acqua che sgorga dai rubinetti nei bar e nelle case è ancora quella per gli italiani sarà tra poco difficile dire "del sindaco". Ed è a questo modello che molti guardano come esempio di virtù.

AUTODETERMINAZIONE - «Ben vengano i referendum - spiega il primo cittadino apriliano D'Alessio - ma qui abbiamo cominciato molto prima. Sono Sindaco da giugno 2009, ma ricordo che sin dal 2006 il Comune aveva deciso di non aderire alla convenzione con Acqualatina. Nonostante il ricorso intentato contro la delibera siamo andati avanti, ottenendo il conforto del consiglio di Stato. Nello stesso anno - spiega D'Alessio - è stato infatti ribadito il principio dell'autodeterminazione dei Comuni sulla gestione idrica. Di pari passo anche i cittadini, nei numerosi ricorsi al giudice di Pace, hanno visto riconosciuto il diritto di pagare la bolletta al Comune poiché la famosa convenzione non era stata firmata. Come vedete - conclude - il nostro obiettivo di riprenderci la gestione dell'acqua poggia su solide basi».

MODELLO PARIGI - Il comitato dell'acqua pubblica animato da Alberto De Monaco, censore degli sprechi e puntuale controllore degli aumenti che si sono verificati negli anni, annuncia la prossima sfida. "Presto andremo a Parigi per vedere come funziona il sistema ora che il contratto con le multinazionali Veolia (che controlla Acqualatina, ndr) e Suez, non è stato più rinnovato". L'Italia, terra di conquista per la casta dell'acqua d'Oltralpe, trova in terra pontina un'enclave pronta a resistere, e soprattutto a non far dimenticare quale sia, oggi, il peso di una bolletta nel bilancio familiare.

AUMENTO DEL 5%, OGNI ANNO - «Anche quest’anno - scrive il comitato - Acqualatina ha comunicato un altro aumento in bolletta: per il 2010 sarà +5.5%. Aumento che arriva puntuale dal 2006. Da allora - ricorda De Monaco - la tariffa la stabilisce automaticamente il gestore: aumento del 5% ogni anno (almeno fino al 2014) cui si aggiunge il tasso d’inflazione reale. Di questo passo gli aumenti della bolletta dell’acqua dal 2003 (primo anno di gestione Acqualatina) ad oggi sono del 52 % su tutto l’Ato. Per Aprilia invece, gli aumenti medi sono stati finora del 170%». Ma il peso degli aumenti ha toccato quote ancor più rilevanti in provincia: sino al 300% se rapportate all'epoca delle gestioni pubbliche.

STIPENDI RECORD - Un'altra questione brucia al comitato. «Occorre dire - aggiunge De Monaco - che il solo consiglio d’amministrazione di Acqualatina dal 2003 ad oggi ci è costato 4milioni e 400mila euro, di cui 2milioni e 300mila per pagare i manager di parte privata e 2miloni e 100mila distribuiti tra i rappresentati pubblici/politici locali».

L'APPELLO - Le anomalie della gestione pontina sono state oggetto di una indagine amministrative che stava culminando con "«il commissariamento dell’Ato, ma la chiusura anticipata della legislatura non ha consentito alla Regione di esercitare fino in fondo il potere di controllo riconosciuto dalla legge». Lo ricorda l'ex assessore all'ambiente della Regione Lazio Filiberto Zaratti (Sel). «Mi auguro- conclude - che il neo Presidente Polverini non lasci ora cadere l’azione condotta dalla Regione e restituisca ai cittadini della provincia di Latina tutte le garanzie per una corretta gestione del servizio idrico secondo criteri di efficienza, efficacia ed economicità che la legge stabilisce”».

Michele Marangon
11 aprile 2010


fonte : Corriere della Sera on line 11.04.2010

La dignità d'un paese

“L’Italia sta marcendo in un benessere che è egoismo, stupidità, incultura, pettegolezzo, moralismo, conformismo: prestarsi in qualche modo a contribuire a questa marcescenza è, ora, il fascismo…
Gli uomini erano vissuti fino ad allora in quella che io chiamo “ l’età del pane”. Erano cioè consumatori di beni estremamente necessari. Ed era questo, forse, che rendeva estremamente necessaria la loro povera e precaria vita. Mentre è chiaro che i beni superflui rendono superflua la vita. Questa ha finito per imporsi come una moda, una vera assuefazione, sostenuta dalla propaganda e dalla pubblicità. L’uomo nato da questa mutazione, quale che sia la sua rivendicazione di autonomia e di individualismo, non appartiene più a sé stesso. Quest’uomo non ha più radici, è una creatura mostruosa e lo ritengo capace di tutto. Quello che voglio dire in altre parole è che quello che non è riuscito al regime fascista, cioè trasformare la realtà millenaria, provinciale, rustica, paleoindustriale dell’Italia in una proiezione falsa, è riuscito ad un regime democratico. L’omologazione che il fascismo non è riuscito ad ottenere, il potere di oggi, che è il potere della società dei consumi, riesce a ottenerlo perfettamente. Il nostro sistema ha distrutto le varie realtà particolari. Questa omologazione ha ormai distrutto l’Italia. Voglio perciò dire che il vero fascismo è la società dei consumi. Noi ci troviamo alle origini di quella che sarà probabilmente la più brutta epoca della storia dell’uomo, l’epoca della alienazione industriale."

Pieri Paolo Pasolini 1975

domenica 11 aprile 2010

Con un poco di zucchero...

Firmati una ventina di accordi su nucleare, ferrovie, difesa e immigrazione. Una promessa di collaborazione particolarmente stretta fra i due dittatori democratici europei Berlusconi e Sarkozy. Stranamente non ci sono state barzellette, spogliarelli ne figuracce internazionali da parte dell' italiano: in questo caso si parla di milioni di euro, affari grossi e soprattutto, si parla di cose scottanti, cose nucleari. Si è sancita una stretta collaborazione fra i due popoli a cavallo delle Alpi: uno la Francia coi suoi 59 reattori nucleari; l'altro l'Italia con le sue 4 centrali chiuse (inseguito al referendum del 1988), ma che presto potrebbero riaprirsi assieme ad altre (si è sparato da 5 a 10 centrali), consacrando il ritorno del Bel Paese al bel nucleare. Ma in Italia c'è il problema "opinione pubblica" (quando si sveglia) e Berlusconi ha ammesso che la gente potrebbe non essere daccordo con i suoi fantastici progetti megagalattici...anche se ha già trovato una soluzione. Il nostro caro presidente del Consiglio infatti ha riconosciuto la necessità di dover convincere l'opinione pubblica sulla sicurezza delle future centrali, e in che modo potrebbe farlo se non con il miglior strumento di distrazione e malainformazione di massa? Berlusconi ai francesi ha detto che l'opinione pubblica italiana deve "maturare" e bisognerà persuaderla usando "la televisione per far passare la paura", magari anche con l'aiuto delle tv francesi che pubblicheranno testimonianze di chi vive vicino agli impianti atomici.
Forse era meglio non ammetterlo, forse non è bello che il capo del governo confessi pubblicamente che manipolando la televisione, si ottiene il consenso popolare per qualsiasi cosa. Chissà: è stata la gaffe del venerdì? Tanto una cazzata quando va all'estero deve dirla per forza...era questa? No, non era per niente una cazzata e Silvio è un grande: ha avuto il coraggio di ammettere apertamente che con la televisione si ottiene tutto. Per una volta, l'indagato Berlusconi ha detto la verità. Qua da noi funziona così: c'ho vinto le elezioni tante di quelle volte, ho saltato processi, evitato condanne, cambiato leggi...Sarkò, sei uno sfigato!
Con un poco di zucchero, la pillola va giù.
Pronti anni di campagna nucleare a suon di grandi vantaggi, sgravi fiscali, bollette più basse, centrali nucleari pulite, nuovissime, luccicanti e soprattutto sicure! La gente potrà coltivare pomodori giganti per dei ragù colossali, i bambini potranno giocare al parco rimanendo a casa grazie alle loro braccia di 100 metri e i comuni potranno finalmente permettersi di avere le luci di natale per le strade grazie all'esposizione diretta delle scorie radioattive!
Meno male che Silvio c'è.

Notizia Repubblica
Articolo informativo sul nucleare di Jacopo Fo

giovedì 8 aprile 2010

Aria fritta

A New York è partito il nuovo servizio di taxi condiviso: lungo tre percorsi prestabiliti di Manhattan, sarà possibile usufruire del taxi sharing fino ad un massimo di quattro persone per ogni corsa. Si tratta di servizio sperimentale di un anno, gestito dalla Taxi and Limousine Commission. Ciascuno dei percorsi del taxi sharing comprenderà fermate lungo Park Avenue e la misura è mirata a diminuire il traffico nelle città, abbassando così le emissioni di CO2 e il consumo di idrocarburi. I taxi condivisi saranno appositamente contrassegnati e presteranno servizio esclusivamente nei giorni feriali, tra le 6:00 e le 10:00 del mattino. La tariffa prevista per ogni corsa si aggira sui 3-4 $. I passeggeri potranno pagare con carta di credito o in contanti e i membri della Taxi and Limousine Commission saranno presenti alle fermate per assistere clienti e tassisti nelle fasi iniziali del programma. Secondo Matthew W. Daus della stessa commissione, "i newyorkesi sono pronti per questo tipo di servizio".
E in Italia? Non siamo ancora preparati a misure contro l'inquinamento così avveniristiche e costose..per ora preoccupiamoci di cose più importanti come la riforma della giustizia e il federalismo. Dopotutto, in Italia si respira aria buona...

Per stilare la classifica delle città italiane più inquinate dalle polveri sottili, è stato preso come dato di riferimento, quello delle centraline peggiori per l´anno 2009.
La città più colpita dalle polveri sottili risulta essere Napoli, con ben 156 superamenti (Ente Ferrovie), seguita da Torino (151 superamenti), Ancona (129), Mantova (126), Ravenna (126 superamenti), Frosinone (122), Milano (108), Alessandria (102), Pavia (100), Brescia (99). Un po´ più in basso nella classifica troviamo i 67 superamenti di Roma (Corso Francia), i 60 di Venezia, i 56 di Bari, i 50 di Bologna, i 48 di Palermo e i 45 di Genova. Guardando la classifica dal basso invece, a Matera è stato registrato un solo superamento, seguono poi Reggio Calabria con 4, poi Siena, Potenza e Viterbo con soli 5 superamenti.

mercoledì 7 aprile 2010

Fai un break, spezza un orango

Da Greenpeace.

KIT KAT -
UN CROCCANTE CIOCCOLATO CHE DISTRUGGE LE FORESTE.
Nei suoi spot, Nestlé ti invita a fare un break, mangiando un Kit Kat. Ma ogni volta che dai un morso al tuo Kit Kat potresti - senza saperlo - prendere a morsi un pezzo di foresta e contribuire all’estinzione degli ultimi oranghi. Nestlé, infatti, acquista olio di palma da aziende che stanno devastando la foresta pluviale indonesiana e minacciando la sopravvivenza delle popolazioni locali e degli oranghi. Per chiedere a Nestlé di non acquistare mai più olio di palma dal “campione” della deforestazione Sinar Mas, abbiamo lanciato una campagna internazionale sul web. In migliaia hanno partecipato in tutto il mondo e perciò, poche ore dal lancio, Nestlé ha dichiarato pubblicamente l’intenzione di cancellare i propri contratti con Sinar Mas. Di fatto, però, continuerà a utilizzare olio di palma di Sinar Mas, acquistandolo da aziende terze come Cargill. Nestlé, inoltre, intrattiene accordi commerciali anche con la multinazionale della carta Asian Pulp and Paper (APP) che è una società sussidiaria proprio di Sinar Mas. Anche APP ha preso la cattiva abitudine di distruggere le foreste per sostituirle con piantagioni intensive da cui si ricava carta che Nestlè utilizza per il packaging dei prodotti. Nestlé deve ripulire tutta la propria filiera di produzione. È arrivato il momento di concedere un break anche agli oranghi e alle foreste indonesiane! Per convincere Nestlé dobbiamo essere sempre di più: abbiamo bisogno del tuo aiuto.
Ecco cosa puoi fare:
Firma una lettera per l’amministratore delegato di Nestlé
Contatta il servizio sostenitori Nestlé

Aiuta a salvare le foreste!

Guarda il video shock di Greenpeace

martedì 6 aprile 2010

Anche le sorelle non scherzano

"Se facevi qualcosa di male durante il giorno venivi messa di traverso sulla tavola del refettorio e picchiata sul fondoschiena con il bastone, più forte se osavi proteggerti col gomito. Venivi collocata al centro della stanza, con tutte le bambine in piedi, intorno, in modo che potessero vedere, alcune di loro piangevano spaventate. Venivi picchiata sul fondoschiena, la gonna sollevata. Lei ... la suora ... costringeva tutte a guardarti. Dopo la scuola mi veniva detto di andare e aspettare in cima alle scale, in una piccola stanza dove le suore mi facevano inginocchiare con le mutande abbassate. Poi mi battevano sul retro nudo con un bastone. A volte eri costretta a tenere per mano un’altra bambina. Quando eri da sola ti tenevano per i capelli ... per 6 bastonate dure; se scappavi ne prendevi di più."
Un piccolo numero di testimoni ha detto di essere state picchiate fino al punto da temere per la propria vita. Le testimoni hanno dichiarato di esser state picchiate sulle mani, percosse nude di fronte agli altri, colpite, schiaffeggiate, prese a calci, spinte, pizzicate, bruciate, morse, scosse violentemente, fisicamente costrette, sottoposte ad alimentazione forzata. Che le loro teste venivano picchiate contro muri, banchi e davanzali delle finestre; che sono state picchiate sulla pianta dei piedi, sul dorso delle mani, sulla testa e le orecchie; che hanno avuto i capelli tirati, che sono state sbattute a terra per i capelli, e costrette a eseguire operazioni in condizioni di rischio, danno e pericolo. I luoghi in cui l’abuso fisico è stato più frequentemente segnalato sono: dormitori, mense, pianerottoli, corridoi, aule scolastiche, chiese, uffici, cucine, aree di lavoro e sale di ricreazione. Altre forme di abuso fisico sono state descritte da testimoni femminili costrette a rimanere inginocchiate per ore su superfici dure, sia all'interno che all’esterno, rinchiuse, confinate in luoghi bui come ad esempio cantine, celle frigorifere, sale forno, stalle, ripostigli per le scope; costrette a stare per lungo tempo immerse in acqua fredda. Lo strumento segnalato come più comunemente utilizzato è un certo tipo di bastone di legno, uncinato nella punta col quale agganciavano il collo delle bambine per tirarle. 166 testimoni hanno dichiarato di essere state colpite o picchiate con bastoni di legno, bastoni con spine, righelli, indicatori, aste di finestra, cucchiai di legno e altri utensili da cucina, gambe di sedie, grucce di legno, bastoni, mazze da cricket, appendiabiti, asciugamani, remi, canne di bambù, cinghie di cuoio, semplici cinture, alcune con corde attaccate, e cinghie sottili usate come fruste. Altre affermano che sono state picchiate con la grande corona del Rosario e crocifissi che le suore portano alla loro vita. Alcune hanno detto di essere state colpite con oggetti come una statua di legno, un vassoio di metallo e coltelli gettati verso di loro. Le testimoni hanno riferito di aver subìto bruciature.
Diciannove (19) hanno riferito di esser state messe in un bagno freddo o subito scottature sotto docce calde.
Dodici (12) hanno raccontato di acqua gettata su di loro, cinque di esser state ustionate con tè caldo o acqua.
Otto (8) hanno riferito di esser state costrette con la testa sotto l'acqua, due, di queste, sotto una corrente fredda di rubinetto.
Cinque (5) hanno riferito di aver subito bruciature su fornelli, costrette con le mani su una stufa calda.
Due (2) costrette con le dita dentro prese elettriche.
Sei (6) hanno raccontato che le suore usavano le ortiche per punire: spingevano le bambine dentro a macchie di ortiche o le colpivano alle gambe e agli arti. Una di queste ha dichiarato di esser stata costretta a stare in un letto pieno di ortiche.

giovedì 1 aprile 2010

La pillola del giovedì santo

Aprile inizia proprio male. Nuovo ennesimo tremendo attacco cattolico alla libertà sessuale e al pericolo di gravidanze inaspettate in Italia. Nel giorno in cui il farmaco Ru486 (che permette una interruzione di gravidanza) può entrare negli ospedali italiani; il neogovernatore del Piemonte Roberto Cota (Lega) sostiene che "per quanto lo riguarda può benissimo restare nei magazzini. Faro' di tutto per contrastare l'impiego della pillola: chiedo ai direttori generali di bloccarla e farò in modo che in ogni struttura sanitaria piemontese ci sia una associazione Pro Vita". Anche il neopresidente veneto Luca Zaia (Lega) non ci va piano e minaccia chiaramente il boicottaggio: "studieremo il modo per non farla arrivare negli ospedali veneti". Al governo non basta aver messo mano sulla televisione pubblica, sulla scuola e sulla giustizia e con Gasparri minaccia esplicitamente il direttore dell'Aifa (agenzia Italiana del farmaco) Guido Rasi, sostenendo che la sua guida "appare sempre più inadeguata" e "continua ad intervenire in maniera strana (strana?) sulla pillola. Porrò al governo il problema della gestione dell'Aifa, che a mio avviso non garantisce adeguati livelli di competenza, trasparenza e imparzialità." In pratica il governo vorrebbe poter eleggere i dirigenti anche dell'Aifa (come funziona per la Tv pubblica) in modo da scegliere quali farmaci commerciare (magari quelli prodotti dagli amici di amici...) e quali no.
Siamo in attesa che il buon Gasparri ci spieghi cosa intenda per quel "intervenire in maniera strana" e soprattutto per quel "imparzialità": forse esistono madicine di destra e medicine di sinistra? Magari per la par-condicio, vorranno mettere delle pillole per andare di corpo, dentro alla scatola per combattere una diarrea? O magari regalare un intervento di inseminazione artificiale a chi compra la pillola del giorno dopo? Ragazzi, qui si rasenta l'assurdo, ma purtroppo questa gente ha preso la nostra democrazia proprio come fosse uno scherzo...
Molti, troppi politici (di entrambi gli schieramenti) sono contro l'aborto alla faccia della laicità dello Stato, sbandierando un falso allacciamento alla sacralità della vita e ai dogmi cattolici; mentre che d'altra parte non offrono alcuna certezza né aiuto alle giovani coppie italiane che non hanno soldi per arrivare a fine mese e figuriamoci se ce l'hanno per sfamare una bocca in più.

Poi, altro carico contro la pillola ce l'ha messo, come consueto, il Vaticano.
Ratzinger oggi ha detto: "I cattolici devono rifiutarsi di fare ciò che negli ordinamenti giuridici non è diritto, ma ingiustizia. Prima fra tutte "l'uccisione di bambini innocenti non ancora nati". Ok, poi magari qualcuno spiega al vecchio Josef che non si può ammazzare qualcuno se non è nato.
Poi direi di occuparci prima dei bambini nati, più che di quelli ancora nella nuvoletta; e di questo pare che il Vaticano se ne sia preoccupato a sufficenza... Ratzinger non ha detto una sola parola sul terribile scandalo di pedofilia che ha investito e macchiato indelebilmente la Santa Sede e tutti i santi porci che hanno fatto (e fanno) i loro comodi con quei "poveri bambini innocenti" di cui tanto parla sor curato. E forse ora si capisce perché la Chiesa ce l'ha a morte con l'aborto: già il tasso di natalità è basso in Italia e ci sono pochi bambini...mettici pure la pillola, e con chi giocano i preti?